lunedì 15 novembre 2010

Evviva il lunedì e le ciambelle


Per molti di voi il titolo del mio post può sembrare assurdo ma, lavorando in un museo, il lunedì è il mio giorno libero per eccellenza! Il lunedì i musei italiani chiudono, come anche le gallerie. E noi lavoratori ci riposiamo.

Mi sono alzata presto con un bellissimo sole (che ha aspettato che facessi le foto per poi farsi coprire da tristi nuvoloni grigi) e mi sono messa a preparare le ciambelline al vino di mia nonna Silvana: eccellenti, gustose, detentrici di sapori antichi, facili e ottime inzuppate nel latte o imbibite di vino dopo i pasti (come si fa per i cantucci con il vin santo, per intenderci ;)).

Secondo me queste ciambelle danno il massimo se preparate con un vino rosso non troppo corposo, ma de gustibus non est disputandum perciò scegliete il vino a vostro piacimento.

Mia nonna era solita preparare queste ciambelle per aiutare mia madre nella mia educazione alimentare e farmi portare la merenda a scuola e io, per questo, le detestavo! Desideravo con tutta me stessa avere una comune merendina, come tutti i miei compagni. Una di quelle magiche merendine incartate nella plastica, da aprire durante la ricreazione. Ma niente! Mia madre le merendine non le comprava e i rumori dei miei "scartaggi" all'ora di ricreazione erano sempre tristi e casalinghi e mi provocavano non pochi imbarazzi! Rumori di carta stagnola, di sacchetti di carta o di bustine da freezer. Non che ciò che preparavano non mi piacesse, ma erano cose da mangiare a casa, lontano dagli occhi dei compagni che erano tutti sudditi del Re Merendina (mentre io no)!

I pochi giorni in cui non avevo nulla da portare da casa, mia nonna non era riuscita a passare (lavorava) e riuscivo ad impormi per evitare la frutta ottenevo la pizza rossa del fornaio sotto casa e quella carta marrone e un po' unta, oltre ad essere una fonte di orgoglio per i miei occhi, produceva un suono che mi uniformava e mi faceva sentire parte del mondo.

Oggi invece apprezzo la fatica che mia mamma (lavoratrice anche lei!) faceva per educarmi ad una alimentazione sana e vera. E quel fruscio di plastica che sento spesso tra le mani dei bambini non mi fa più invidia :)

Comunque... la ricetta è semplicissima e gli ingredienti pochi. Le ciambelle si mantengono perfettamente fino a tre settimane (chissà, forse anche di più, ma non l'ho mai sperimentato dato che non sono mai avanzate oltre questo tempo!) dentro una scatola di latta o anche in un contenitore per biscotti (in vetro o in coccio) perciò conviene farne in abbondanza in modo da ottimizzare la fatica!

Riuscire a tradurre in dosi le ricette di mia nonna e di mia mamma è stata, negli anni, una fatica inaudita! Sono le tipiche donne piene di esperienza che quando chiedi una dose ti rispondono "vedi tu, ti regoli".

In questa ricetta troverete come unità di misura "una tazza". La mia tazza contiene circa 350 ml di liquidi. La dose di farina è piuttosto indicativa, quando impastate dovete ottenere un impasto liscio e morbido che non deve appiccicarsi alle mani.


Ciambelline al vino di mia Nonna
Dosi per 45/50 ciambelle:
vino1 tazza
zucchero 1 tazza + 1/2 tazza
olio evoevo 1 tazza
farina1 kg circa (se la vostra tazza è più o meno come la mia)
lievito per dolci 1 bustina

Setacciare il lievito e 500 gr di farina. Versare a fontana sul piano di lavoro. Aggiungere la tazza di zucchero al centro e versare lentamente l'olio e il vino. Aggiungere poco liquido alla volta e impastare. Quando l'olio e il vino rendono l'impasto troppo appiccicoso aggiungere, poco alla volta, la restante farina. Continuare al aggiungere liquidi e farina in modo da non avere mai una pasta impossibile da lavorare.
Impastare fino ad ottenere una pasta liscia e morbida.
Formare una palla e lasciar riposare per 20 minuti avvolta in un panno di cucina. Mentre attendiamo il riposo della pasta accendiamo il forno a 180 gradi.
Trascorsi i 20 minuti prendiamo la pasta, la dividiamo in palline e con la mano rotoliamo la pasta sul tavolo in modo da formare delle strisce cilindriche di 15 cm di lunghezza e circa 3 cm di spessore. Unire le estremità e sigillare con una pressione delle dita.
Formare una montagnetta con la 1/2 tazza di zucchero e immergerci la parte superiore di ogni ciambella.
Disporre in una teglia coperta da carta forno e cuocere a 180° per 25 minuti circa.

NB: i forni sono diversi e le dimensioni delle ciambelle posso variare. Infornare insieme le ciambelle di uguale grandezza per una cottura uniforme e comunque cominciare a controllare la cottura dopo 20 minuti. Devono essere dorate e perfettamente secche. Il colore varia a seconda del vino che usate: se bianco le ciambelle risulteranno dorate e chiare, se rosso risulteranno scure (come le mie).
La crosticina formata dallo zucchero in superficie è una goduria!
Per la versione delle ciambelline mini clicca qui

11 commenti:

  1. tra quanto me le fai assaggiare?

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  2. buone! appena torno per Natale me le rifai;)

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  3. buone! mi vergogno un po' a chiederlo ma... che significa "olio evo"?

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  4. evo significa extra vergine di oliva. ma attenzione a non usare un olio troppo forte.... si potrebbe sentire il sapore!
    grazie della visita!

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  5. Complimenti per le foto. Le ciambelle sono irrinunciabili!

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  6. Non vedo l'ora di mettermi all'opera domenica. Io amo le ciambelline al vino, siiiiiiiiiii!

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  7. fammi sapere poi come ti vengono!

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  8. queste sono le regine delle ciambelle!!!!!!!!!!
    a me piacciono da morire inzuppate nel latte freddo
    .... è il mio rimedio per l'acidità di stomaco che mi perseguita queste notti pre-parto!
    (non credo che il medico sarebbe d'accordo con me)
    ;-)

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  9. lo traduci in inglese? Ci sono tanti madrelingue inglesi apassionati per le tue ricette. . . .

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  10. interessanti.. mai sentite le ciambelline al vino..
    mò le provo..

    :*

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  11. @Moi tra breve aggiungo la english version del blog! devo solo organizzarmi!
    @chez munit le ciambelle al vino sono davvero comuni a roma, provale, ti piaceranno!!

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