mercoledì 29 dicembre 2010

Comunicazione

Non mi sono dimenticata del blog, ma purtroppo è dal 27 che la mia temperatura oscilla tra 39.5 e 38.5. Appena risuscito tornerò! 
Saluti a tutti!

venerdì 24 dicembre 2010

Leccornie, auguri e sughi rosa


Cari lettori, ebbene oggi vi confesso che ultimamente soffro di insonnia e finalmente mi rivelo! Non è un periodo felicissimo e Io, Ansia e le sue amiche Tristezza e Pessimismo passiamo lunghe notti a confrontarci. Ho deciso così di lasciare il mio primo post notturno. Questi giorni non ho avuto tempo per il mio amato blog e così mi sono decisa a scoprirmi e a lasciarvi un post anche se sono le 2 di notte.
In questi giorni di festa (che di solito mi piacciono moltissimo) non riesco ad entrare nello spirito natalizio necessario nonostante cene e feste natalizie con amici e mitiche colleghe, così ho deciso di regalarmi un po' di leccornie che per me fanno Natale! Si tratta dei mitici torroncini/croccanti-non-smetterai-mai-di-mangiarli, dei cunesi-si-quelli-industriali-ma-sono-buonissmi e la new entry di quest'anno chinotto-e-gazzosa-sono-demodè-ma-lo-sono-anche-io. Mio padre che ama il chinotto come lo amo io e che compra la gazzosa per mischiarla con la birra (lo faccio anche io!) mi ha portato questo inatteso regalo! Non amo le bibite gassate, non le bevo mai, ma di fronte al chinotto non posso che smentirmi! Questa Lurisia fa un chinotto davvero serio! E la gazzosa non è da meno!
Chissà che con questo post non abbia risolto il problema di un regalo all'ultimo momento al cognato che beve sempre il chinotto o alla suocera che adora i croccanti o ancora alla cugina che ama i cunesi e ce lo eravamo dimenticati :)




Auguro a tutti di fare dei cari sogni mentre io mi godo un po' di rumore di pioggia (sarebbe meglio dire diluvio!) e Buon Natale!


Non potendo lasciarvi senza ricette vi lascio la "ricetta" di un sugo che potrebbe sembrare un po' triste ma non lo è: il sugo rosa che tanto amavo da bambina e mi da ancora tanto conforto! Si tratta di una pasta burro e parmigiano con un po' di sughetto. Io uso il sugo bollito che preparo ogni estate (per le scorte invernali!) e si tratta di semplice pomodoro cotto in pentola con cipolla e basilico (dosi variabili) senza alcun tipo di grasso. Lo passo al passaverdure, riempio i barattoli e sterilizzo. 
Questa estate vi parlerò delle mie conserve.


Pasta al sugo rosa
dosi per 4 persone:
pasta 400 gr.
sugo bollito 150 gr.
burro 150 gr. (dose variabile secondo gusti) 


Lessare la pasta, scolarla e condire con il sugo caldo, il burro e il parmigiano. 







domenica 19 dicembre 2010

Biscotti di Natale (Pepparkakor)

Non potevo non farli anche quest'anno, tutti li aspettano e tutti me li chiedono i Pepparkakor. Sono biscotti svedesi molto speziati e che fanno molto Natale. Tutti li avrete mangiati perché tutti siamo andati almeno una volta nel negozio Ikea di gastronomia e ci siamo comprati i biscotti di marca Annas, i pepparkakor appunto.
Come vi avevo anticipato l'altro ieri, dopo aver lasciato riposare la pasta per una notte intera, ieri mi sono messa all'opera con mattarello e tagliabiscotti. Lo ho dovuti fare di sera visto che alla fine ho lavorato tutto il giorno e stamattina è stata una meraviglia svegliarsi con il profumo di questi speziatissimi biscottini rimasta dentro casa!
Da quattro anni questi biscotti sono diventati una tradizione: amici e parenti si presentano agli appuntamenti da novembre in poi con la loro scatola di latta che gli fu regalata dalla sottoscritta con la speranza che, restituendola, io capisca che debba essere riempita! E così faccio! Da quattro lunghi anni rimpinzo le scatole di latta che regalai con tanti biscotti.
Consiglio anche a voi di non buttare le scatole di latta che avete per casa, quelle del caffè o dei cioccolatini o dei biscotti ecc... saranno perfetti contenitori in cui conservare i vostri biscotti e ottimi regali! 
La scatola che vedete nella foto è una delle mie preferite (infatti ancora non ho avuto il coraggio di inserirla tra le scatoline da dar via ;), la scatola dei wafer Manner viennesi, I wafer per eccellenza! Tutta rosa (colore della marca Manner) e finta vintage (era una riedizione che ho trovato un'estate di due anni fa a Vienna).
Comunque, la ricetta è facilissima, ci vuole solo un po' di attenzione nella cottura in forno (altrimenti rischiate di buttare una teglia intera, come ho fatto io ;). Le dosi sono per un esercito di biscotti perciò se non volete stare 3 ore a lavorare dimezzatele!


Pepparkakor:
farina 550 gr
zucchero 250 gr
burro 180 gr
melassa (ma alcuni, non trovandola, usano un miele scuro) 100 gr
bicarbonato 1 cucchiaino
sale una presa
cannella in polvere1 cucchiaino
cardamomo in polvere 1 cucchiaino
chiodi di garofano in polvere 1/2 cucchiaino
zenzero in polvere 1 cucchiaino

Far sciogliere in un pentolino il burro con la melassa e lo zucchero. Lasciare intiepidire. Aggiungere il composto liquido alla farina setacciata con il bicarbonato, le spezie e il sale. Lavorare l'impasto fino ad ottenere una pasta omogenea (in caso fosse troppo appiccicosa aggiungere poca farina). Fare una palla, coprirla con la pellicola e lasciar riposare in frigo una notte. Stendere la pasta a 2 mm di spessore e tagliare le formine. Infornare in forno già caldo a 180° per 7-8 minuti. Appena sfornati sembreranno ancora molli, ma se li lasciate freddare si induriranno. Attenzione al forno: essendo molto sottili basta un minuto di troppo per bruciarli! Appena si dorano (e dico dorano!) ai bordi, fuori a freddare!


venerdì 17 dicembre 2010

Neve a Roma (e scorze d'arancio al cioccolato)


Un piccolo post solo per darvi qualche immagine della neve a Roma. Chissà perché la neve provoca una tale e improvvisa gioia! Ero a casa non proprio felice, da sola, con il mio gatto infreddolito. Alla vista della neve mi si è illuminato il viso e ho cominciato a sorridere. Le foto sono tremebonde come tremebonda era la mia mano mentre ero in balcone. Troppo freddo!! Ma la felicità era stabile! Ed è durata per tutto il pomeriggio tanto che sono riuscita a studiare qualcosa per le nuove mostre (il bello di lavorare in un museo: studi SEMPRE) e a prepararmi una merendina davvero speciale: scorzette d'arancia candite con cioccolato. Avevo del buon cioccolato fondente e la scorza di mezzo arancio candito in frigo, è bastato sciogliere a bagnomaria il cioccolato, tagliare a listarelle la scorza candita e intingere le stesse nel cioccolato fuso. Bisogna solo avere la pazienza di aspettare che il cioccolato si indurisca. mmmh... che bontà! Di queste non ho le foto (la luce non c'era e con la luce artificiale sono venute foto tanto brutte che non ho il coraggio di pubblicarle!).
Ho anche preparato l'impasto per i miei, poco originali ma immancabili, biscotti natalizi! Deve riposare in frigo tutta la notte, perciò domani li preparerò e vi darò la ricetta!
Godetevi la neve invece....




martedì 14 dicembre 2010

Meringhe e melograno

Dalla ricetta dei cantucci mi erano avanzate tre chiare d'uovo e non volendo buttarle (non mi stancherò mai di dire che il primo comandamento in cucina è non si butta niente) ho deciso di preparare delle meringhe. Le ho fatte molte volte, ma devo dire che i tempi di cottura sono sempre diversi, credo dipenda molto dal livello di umidità che c'è dentro casa.
Ho preparato delle belle e classiche meringhe francesi (che sono quelle più note e più usate! La meringa italiana si usa meno e si prepara con uno sciroppo di zucchero), alcune bianche e alcune le ho aromatizzate con del succo di melograno.
Il risultato è stato perfetto!
La facilità è imbarazzante, tutto sta nella cottura!
Bisogna però avere qualche accortezza (tra libri e programmi queste sono le regole che sono riuscita a raccogliere!): 
- le fruste con cui monterete le chiare devono essere pulitissime e io, per essere certa che non vi siano residui di grasso le strofino con del succo di limone 
- anche la ciotola in cui monterete le chiare deve essere perfettamente sgrassata. Meglio se è di acciaio.
- gli albumi non devono avere nessuna traccia di tuorlo
- lo zucchero a velo fa venire una grana finissima alla meringhe e lo consiglio
- qualche goccia di limone nel composto rende le meringhe bianchissime e lucide e smorza l'eventuale sapore forte di uovo
- le uova è bene che siano freschissime
- di solito non peso le chiare come tutti i cuochi consigliano, so che le uova che uso hanno gli albumi che pesano circa 60 gr. ma se siete più precisi di me sappiate che il peso degli albumi e dello zucchero deve essere lo stesso. Potete anche scegliere di mettere metà peso di zucchero rispetto al peso degli albumi ma in questo caso l'interno della meringa rimarrà un po' più umido. Dipende dai gusti. A me piacciono SECCHISSIME.
Piccolo suggerimento: le meringhe sbriciolate sul gelato o sulla panna montata sono tanto golose da essere pericolose :)


Meringhe
albume d'uovo (uova medie) 3 
zucchero (semolato o a velo) 180 gr.
succo di limone 1 cucchiaino
succo di melograno secondo gusto


Accendete il forno a 80°-90°. Montate a neve fermissima gli albumi aumentando gradualmente la velocità delle fruste. Aggiungete il succo di limone. Quando avremo ottenuto una neve ferma potremmo aggiungere lo zucchero e continuare a sbattere. Ci vuole pazienza, almeno 10 minuti di sbattitura per ottenere una neve perfettamente ferma (alzando le fruste il composto deve restare ben attaccato alle stesse e, rovesciandole, il composto non deve perdere la sua forma. Inseriamo il composto in una sacca da pasticcere e formiamo delle piccole meringhe sulla teglia foderata con carta da forno (se non avete la sacca potete tranquillamente poggiare il composto con un semplice cucchiaio, ma verrano un po' meno carine).
Inforniamo e attendiamo almeno 3 ore. Le meringhe devono seccare, non cuocere, non si dovranno dorare. Dato che i forni sono tutti diversi controllate dopo 2 ore, se le meringhe sono secche si staccheranno dalla carta da forno senza sforzo. Altrimenti lasciarle in forno tutto il tempo necessario! Questa volta mi ci sono volute 4 ore piene. 
Se avete il forno ventilato potete anche infornare più teglie simultaneamente.


Per la variante con il succo di melograno: tagliate a metà un melograno e con uno spremiagrumi ricavatene il succo (qui usa il vecchio spremiagrumi a mano visto che quello elettrico gira e il melograno ha la parte bianca durissima! Per spremerlo basta spingere con forza premendo nei punti in cui vediamo i succosi semi). 
Aggiungere il succo di melograno quando gli albumi saranno già un po' montati. Non aggiungere troppo succo altrimenti montare le chiare sarà impossibile! Io ho aggiunto 40ml di succo su 100 gr. di albume ed è stata dura! Non andate oltre questa proporzione. Continuare pazientemente a montare fino ad ottenere la neve fermissima e proseguire come sopra descritto.












venerdì 10 dicembre 2010

Cantucci un po' romani




Arriva il Natale e devo cominciare a preparare biscotti che per me sono sinonimo di Natale. I cantucci a casa mia sono un must durante le feste, non si può finire pasto senza inzuppare degli ottimi cantucci in un liquore (spesso quello che faccio al finocchietto selvativo che si sposa divinamente). Mia mamma dice che sua nonna era solita intingerli nel Lacryma Christi, un vino napoletano... in effetti Roma si trova al centro Italia ma tende ad acquisire più tradizioni dal sud che non dal nord. Oggi però vi presento i cantucci con l'abbinamento classico: Vin Santo. Nessun italiano non associa questo liquore ai cantucci! 
I Cantucci sono biscotti tipici della tradizione toscana anche se con il termine Cantucci un tempo venivano indicati diversi generi di biscotti secchi. Diffusi ormai in tutta Italia (e anche in America dove tutti li chiamano Biscotti) qui a Roma si mangiano moltissimo.
Visto che la mia romanità in qualche modo esce sempre, nei miei cantucci ho aggiunto un cucchiaio di semi di anice che nella tradizione romana è un aroma molto presente (pensiamo ai liquori Mistrà o Sambuca - la cui base è costituita da diversi tipi di anice... di sambuco ce n'è poco!) e che con le mandorle si sposano perfettamente!
La mia dose di zucchero nella ricetta è, come sempre, piuttosto bassa visto che a casa mia i dolci non sono mai dolcissimi, ma potete tranquillamente aumentarla secondo i gusti.
La ricetta "tradizionale" non si saprà mai, ne esistono mille varianti: con burro, con olio, senza grassi, con pinoli, con mandorle, senza livito e con dosi di uova, farina e zucchero sempre diverse. Quella che oggi vi do è la ricetta di mia mamma Graziella, una ricetta da lei appuntata su un foglietto moltissimi anni fa e che ho ritrovato inserita in un libretto di cucina circa quattro anni fa. Non so a chi dare la paternità di questa ricetta visto che mia mamma non si ricorda come abbia fatto ad averla, comunque fino ad oggi, non ci ha mai fatto sfigurare!
La ricetta originale sembra essere partita da qui e se vi trovate nei paraggi forse vale la pena farci un salto! Leggendo un po' in giro mi sono resa conto che sui Cantucci (e sui Biscotti di Prato) c'è molta confusione... quasi quasi mi compro il libro sulla storia di questi misteriosi biscotti!
I cantucci sono facilissimi da realizzare e fatti in casa sono decisamente migliori! In commercio si trovano cantucci durissimi che sembrano sassi. Ecco, i cantucci sono duri, ma sono anche molto friabili.. una volta addentati non dovrebbero risultare faticosi alla masticazione. A casa il risultato è perfetto! Inoltre l'assenza di grassi rende questi biscotti di facile conservazione... in una scatola di latta si mantengono all'infinito.


Cantucci
dosi per circa 40 biscotti:
farina 400 gr.
zucchero 200 gr.
uova 2 + 3 tuorli
mandorle intere (con la pellicina) 200 gr.
semi di anice un cucchiaio abbondante (facoltativi)
lievito due cucchiaini
sale una presa


Accendere il forno a 180°. Sbattere le uova intere e i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un impasto chiaro e molto spumoso (circa 5 minuti con le fruste elettriche). Aggiungere la farina settacciata con il lievito e il sale, poco alla volta, alle uova. Pestare i semi di anice e aggiungerli all'impasto. Aggiungere infine le mandorle intere (se avete quelle giganti tagliarle un poco con il coltello). Impastare bene.
Coprite con la carta da forno la placca e formate 4 filoncini un po' piatti (circa 2 cm di altezza e 5 di larghezza) che disporrete a giusta distanza dato che cuocendo si allargheranno un po'. La pasta è molto appiccicosa (ve ne resterà molta sulle mani) e potreste pensare che qualcosa sia andato storto, ma non è così! 
Infornate per 25 min a 180°. Sfornate, godete del profumo che si sprigiona e tagliate i filoncini con un coltello affilato formando biscotti spessi circa 1 cm. Sopra la crosta sarà già dura mentre l'interno sarà ancora morbido. Riponete i biscotti sulla teglia e lasciate biscottare in forno ancora 10 minuti circa. 
Fate freddare e gustateli da soli o inzuppati in liquori o anche solo del buon vino!





Merita una nota questo bellissimo bicchiere che appartiene alla famiglia di mio padre da tre generazioni. Purtroppo di un servizio intero questo è ciò che resta! Con estremo riguardo lo conservo e lo tiro fuori per voi che siete i miei ospiti di riguardo!

lunedì 6 dicembre 2010

Dolcetti arabi (Ghorayebah)

Mia sorella torna a casa e io ho preparato tanti dolcetti da mangiare con il tè. Sfogliando il libro del Cavoletto (Regali Golosi) volevo fare i dolcetti marocchini di Sigrid e di colpo mi sono ricordata che anni fa una mia amica egiziana mi fece mangiare dei dolcetti identici ma con una ricetta diversa. Sfoglia che ti risfoglia trovo finalmente la ricetta sul mio taccuino (che ho da tempo immemore ed è una sorpresa continua visto che dimentico molte delle ricette che annoto!). 
Si chiamano Ghorayebah e ne esistono molte varianti a seconda dei paesi. Sono burrosissimi e quindi buonissimi! Da mangiare accompagnati da del buon tè risvegliano la voglia di confidenze e compagnia. Sono profumati di nocciola e io di nocciole ne ho sempre in abbondanza visto che nella casa in campagna siamo pieni di alberi di nocciolo. Un po' noioso doverle sbucciare e spellare ma voi potete comprare le nocciole già spellate. In caso dovete schiacciare le nocciole con uno schiaccianoci, mettere in forno a tostare per qualche minuto e riporre in un canovaccio e sfregarle con le mani. E voilà, saranno spellate! 
Ho deciso di fare dosi leggermente diverse da quelle che avevo scritto... e ho fatto bene!


Ghorayebah
per circa 40 biscottini
burro 250gr.
farina 300gr.
zucchero 100gr.
nocciole spellate 80/100gr. (proverei anche con mandorle o pistacchi o noci)
pistacchi sbucciati e pinoli una manciata (o anche mandorle)


Accendere il forno a 160°. Sbattere il burro a temperatura ambiente fino ad ottenere una crema spumosa (con le fruste elettriche a velocità 1 ci ho messo 5 minuti). Aggiungere lo zucchero e continuare a sbattere. Questo lavoro è importante, non abbiate fretta. Tritare le nocciole finemente (io non ho frullatore e le ho messe in una busta da freezer e le ho attaccate con un mattarello fino a ridurle in polvere! ovviamente è rimasto qualche pezzetto qua e là). Aggiungere poco alla volta la farina e le nocciole tritare e lavorare con le mani. Il composto sarà molto morbido, insolito per dei biscotti ma le dosi sono giuste, abbiate fede! Formate con le mani delle palline grandi come una noce e schiacciate leggermente il fondo (devono risultare delle cupolette). Disporre i biscotti in una teglia un po' distanziati tra loro (circa 2 cm). Al cento di ogni biscotto poggiare un pistacchio o un paio di pinoli e premere leggermente. Infornare a 160° per circa 20/25 minuti. I biscotti devono rimanere chiari.





sabato 4 dicembre 2010

Zulino e panini di polenta



Con la scusa di darvi una ricetta lampo, annuncio la nascita del mio nipotino! Questa mattina alle 5 è nato Zulino!! Lungo e secco, proprio come mia sorella. 


Ieri, mentre preparavo una polenta coi fiocchi (con tanto di sugo di salsicce) mi arriva la telefonata "mi si sono rotte le acque, mi vieni a prendere?" Mia sorella, mentre si dirigeva a casa mia per godersi la polenta, si perde le acque per strada. Accorro e la polenta viene dimenticata fino a stanotte (o mattina?) quando, tornata a casa, la ripongo in frigo e via.

Oggi, dopo essermi coccolata il mio Zulino, sono riuscita a godermi la polenta che, nel frattempo, si è addensata in un blocco unico. Tagliata a fettine, passata sulla piastra e condita con sugo, salsiccia e stracchino, è stata un successo e ce la siamo goduta in molti! Premetto che le salsicce devono essere buone, odio quelle troppo grasse e piene di pezzetti di cartilagine. Ne mangio solo due tipi: quelle di prosciutto che fa il macellaio/gioielliere sotto casa mia (sono magre, saporite ma non troppo e morbidissime) e quelle fatte dal macellaio di fiducia in campagna che non mi dice come le fa perché è geloso della sua ricetta (comunque sono un misto di carne di maiale e vitello, poco grasse e pieni di aromi che non identifico tutti).


Polenta 
Dosi per 6 persone
Per la polenta
polenta 500gr
sale


Per il sugo
pelati 2 barattoli (io uso i miei! d'estate preparo sughi e pomodori pelati!)
piccole salsicce di prosciutto
cipolle 2
vino bianco mezzo bicchiere


Preparare il sugo facendo appassire due cipolle medie con pochissimo olio in una capiente casseruola. Far sfumare mezzo bicchiere di vino bianco. Aggiungere le salsicce e lasciarle rosolare e insaporire. Buttare i pomodori nella pentola e lasciar cuocere a fiamma bassa fino a quando non saranno cotte le salsicce. Cuocere la polenta come riportato sulla confezione. Servire calda con il sugo e una salsiccia. Cosa che io non ho fatto!


Panini di polenta
Se avanza della polenta mettetela in una forma rettangolare (magari quella da plum cake) e riponetela in frigo. Il giorno dopo (ma anche due o tre! si mantiene!) sformatela, tagliatela a fettine spesse circa 1 cm e passatela sulla piastra. Riponete una fetta sul piatto, spalmate abbondante stracchino (o gorgonzola) e ricoprite con un'altra fetta di polenta a mo' di panino. Se fosse avanzato un po' di sugo o una salsiccia (come a me!) scaldatelo e condite il "panino". 
Se volete esagerare friggete le fette di polenta in padella con poco olio invece di passarle alla piastra. Bontà!




lunedì 29 novembre 2010

Le Puntarelle


Questa mattina dedico una ricetta alla mia povera nonna Silvana (al momento è qui davanti a me) che, all'invidiabile età di 86 anni, è caduta di faccia con il risultato di un naso fratturato, dieci punti sul labbro e il viso gonfio, viola e dolorante. Ma mia nonna è una roccia e non si lamenta, non prende antidolorifici e non ha avuto ripercussioni gravi. Io di certo sarei semi morta, in un lamento continuo, rendendo la vita impossibile a tutti. Nonostante nonna non possa mangiare nulla senza l'ausilio di una cannuccia (è da ieri che preparo di tutto in versione frullata!) ha espresso il desiderio delle puntarelle e, piano piano, è riuscita a mangiarne due. Ed è soddisfatta! 
Per chi non fosse romano, le puntarelle sono i germogli interni di quello che qui a Roma si chiama Cicorione e che nel resto d'Italia dovrebbe essere chiamata Cicoria Asparago o Catalogna. Le puntarelle sono una vera delizia di questa stagione, potrei mangiarne in continuazione! Anche perché nel condimento ci sono le mie amate alici!! Con la consueta possibilità di sostituirle con la pasta d'acciughe (devo ripeterlo? Balena). L'altro ingrediente base è l'aglio, altra passione della mia vita. Questo è un piatto che nella mia famiglia fa furore e che si tramanda di generazione in generazione visto che già la mia trisnonna Colomba (ma anche la bisnonna Anna) ne era una vera golosa! Ho anche una cugina americana (che vive a Roma da molti anni ed è come una sorella) che è ghiottissima di puntarelle ed io mi sento molto orgogliosa dato che le assaggiò la prima volta a casa nostra! 
Stamattina (ma diciamo pure sempre) le ho comprate già pulite perché ci vuole un po' di tempo e di pazienza per pulirsele da soli, ma ovviamente si può fare e potete vedere come qui. Ricordiamoci che nonna Silvana ci dice che "non si butta niente" perciò gli scarti verranno lessati e conditi con olio e limone o, se preferite, ripassati in padella con aglio, olio e peperoncino.

Ecco come condirle:

Puntarelle
Dosi per 2 persone:
puntarelle 300 gr.
olio evo (di quello buono!) qb
aceto appena un goccio (ma mia nonna dice "abbondante", questione di gusti!)
alici sott'olio 4 (o pasta d'acciughe Balena. Mentre spremete il tubetto calcolate 10 cm circa di pasta)
aglio 1 spicchio

Mondate e pulite le puntarelle. Versate in una ciotolina l'olio, l'aceto e l'aglio spremuto (se volete solo il profumo tagliatelo in 4 e lasciatelo marinare nel condimento). Aggiungere le alici poco alla volta (decidete voi se volete più o meno saporito il condimento). Sbattere il tutto con una forchetta. Lasciare riposare qualche minuto e condire le puntarelle. Mangiare con voluttà! 












sabato 27 novembre 2010

Triangoli di carote

Avevo un po' di carote non proprio freschissime in frigo e dovevo cucinarle subito altrimenti si buttavano (e come sapete il primo comandamento in cucina è "non si butta niente"). 
Una delle cose che ho sempre in frigo è della pasta sfoglia già pronta o della pasta fillo in freezer, si rivelano sempre utili per riciclare avanzi di verdure e non! Certo la pasta sfoglia richiede una certa dose di lavoro! Sapete io che faccio? Chiedo al mio panificio di fiducia di vendermi la sfoglia già pronta (meglio che comprare quella confezionata nel banco frigo del supermercato!). Spesso compro la pasta sfoglia, o la pasta della pizza, o anche il pan di spagna. Quando non ho tempo e devo preparare qualcosa (magari per una cena a casa o per una festa), avere le basi pronte mi rende tutto più facile! Certo, la soddisfazione di preparare tutto da sé non ha paragoni, ma quando il lavoro non ci permette di giocare al "bravo chef", esserlo a metà va già bene!
La ricetta che vi propongo oggi è semplicissima e davvero gustosa: triangoli di carote, cipolle, pinoli e yogurt. Questi gli ingredienti da me usati perché, non avendo fatto in tempo a fare la spesa, in frigo non avevo davvero altro! L'arte di arrangiarsi....
Non vi dico per quante persone è perché dipende se lo usate da aperitivo, da antipasto o da pasto vero e proprio! Io ho preparato sei triangoli di 10cm per lato. Per due persone... sono state la cena!

Triangoli di carote:
pasta sfoglia 200 gr. circa (o una confezione rettangolare)
carote 5 o 6
cipolla 1
pinoli 50 gr.
yogurt bianco 100 gr.
olio qb
prezzemolo qb

Accendere il forno a 200°.
Pelare le carote, tagliarle a rondelle sottili (o a cubetti piccoli). In una padella far appassire la cipolla con poco olio a fuoco basso. Aggiungere i pinoli e le carote e cuocere il tutto per circa 5 minuti.
Aggiungere lo yogurt e lasciare rapprendere. Mentre lo yogurt si rapprenderà e farà dei grumetti, sentirete un delizioso profumo pungente, quasi acidulo. Aggiustate di sale (io non ne ho usato. Mangio piuttosto sciapo.)
Spegnere il fuoco e lasciar intiepidire.
Stendete la pasta sfoglia o aprite la confezione (o, come me, srotolate la perfetta pasta sfoglia del panificio!). Ricavatene dei quadrati (decidete voi la grandezza) e, con un cucchiaio, mettete un po' di carote al centro di ognuno di essi. Piegate la pasta sopra il ripieno in modo da formare dei triangoli (preferite rettangoli? fate pure!). Con i rebbi di una forchetta schiacciare i lati (in modo che il ripieno non fuoriesca), spennellare con il tuorlo di un uovo o con del latte la superficie dei triangoli ed infornare finché saranno dorati (20 minuti circa).






mercoledì 24 novembre 2010

I muffin di Nigella con varianti


Buon pomeriggio a tutti! Ieri sera ero molto poco serena e indovinate un po' cosa ho fatto? Impastato e infornato ovviamente! Indecisa sul da farsi ho scelto una ricetta dalla sicura riuscita e di una facilità imbarazzante! I mitici Muffin di Nigella (e non chiedetemi "Nigella chi?"). Una delle poche ricette leggere che Nigella abbia mai tramandato... diciamo che non è certo conosciuta per la salubrità e la leggerezza dei suoi piatti! Molti anni fa la vidi friggere dei Bounty e dei Mars (si, si, proprio loro!! Gli snack al cioccolato!) precedentemente immersi nella pastella!! 
Ciò che di lei mi piace, però, è il rapporto che ha con il cibo: un rapporto di amore fatto di godimenti tattili, olfattivi, visivi e anche uditivi. Vederla preparare o mangiare qualcosa è così gratificante! Le sue ricette non sono molto affini alla mia cucina ma ho preso molti spunti e idee e alcune volte sono riuscita a riadattare alcune ricette ai miei gusti e alle mie necessità (soprattutto caloriche! i piatti troppo pesanti difficilmente sono di mio gusto).

Questi muffin sono perfetti senza alcuna aggiunta, ma si prestano a numerose varianti. La ricetta base è perfetta, aggiungete ciò che più vi piace! Qualche esempio? mirtilli, uvetta, gocce di cioccolato, cacao, frutta secca, aromi come vaniglia, limone, zenzero o cannella! Insomma, date sfogo alla fantasia e al vostro umore! Io oggi ve li propongo in due varianti.

La prima variante è dolce, al pistacchio. Amo il pistacchio. Avevo in dispensa una meravigliosa crema di pistacchi di Bronte che non è proprio a buon mercato visto che il vasetto da 180 gr. mi è costato 6 euro (credetemi, 6 euro spesi benissimo!) ma si può ottenere una crema di pistacchi semplicemente tostando e spellando dei pistacchi non salati e frullandoli a lungo fino ad ottenere una pasta vellutata. Comunque, anche in questo caso, se compriamo i buonissimi pistacchi di Bronte il costo non sarà tanto inferiore! Ma ogni tanto non ci si deve concedere un piccolo lusso? Io dico di si!

La seconda variante è salata, con formaggi e semi di papavero. Una ricetta pulisci-frigo-dagli-avanzi-di-formaggi. E nel mio frigo di avanzi ce ne sono tanti visto che sono una gran golosa e curiosa di formaggi! Consiglio di provare questi muffin tagliati a metà (a mo' di panino) con del prosciutto!


Un'ultima informazione: i muffin si possono surgelare, motivo per cui consiglio di farne molti e di conservarne un po' in freezer. Si scongelano in meno di un paio d'ore e tornano perfettamente fragranti!


Cominciamo con la ricetta base, facilissima.

Muffin di Nigella:
Dosi per circa 12 muffin grandi (o 18 piccoli):
farina 225 gr.
bicarbonato 1/2 cucchiaino
sale 1/2 cucchiaino
uovo 1
yogurt bianco 125 gr.
latte 100 gr.
olio vegetale 70 ml.
zucchero di canna 175 gr.

Mescolare gli ingredienti umidi (uovo, latte, yogurt e olio) e sbatterli con una forchetta. Aggiungere lo zucchero. Mescolare in una ciotola a parte la farina, il sale e il bicarbonato. Unire gli ingredienti umidi alla farina e mescolare energicamente con la forchetta fino a che non si siano perfettamente amalgamati. Non preoccupatevi dei grumi, durante la cottura si scioglieranno senza problemi! Se lavoriamo troppo l'impasto rischiamo di far venire i muffin duri!
Questa la ricetta base per muffin leggeri e buonissimi!


Muffin al pistacchio:
aggiungere alla ricetta precedente circa 100 gr. di crema di pistacchi di Bronte e circa 60 gr. di pistacchi di Bronte non salati tritati grossolanamente con il coltello. 
ATTENZIONE: se la crema di pistacchi è zuccherata dimezzate la dose di zucchero di canna. Potete anche raddoppiare la dose di pistacchi tritati ed eliminare la crema, ma credetemi, è buonissima (e che belle venature verdi dona ai muffin!)

Muffin salati ai formaggi:
eliminare la dose di zucchero di canna dalla ricetta precedente e aggiungere un cucchiaino di sale, 60 gr. di parmigiano grattugiato, 60 gr di formaggio a pasta dura grattugiato (ma anche solo parmigiano o solo pecorino va bene) e un cucchiaio di semi di papavero (facoltativo). Io ho usato delle scagliette di mandorla e dei semi di papavero per decorare.

Una volta preparato l'impasto, riponete dei pirottini di carta nella teglia da muffin (se avete quella in silicone non c'è bisogno) e riempiteli, aiutandovi con due cucchiai (uno per prendere l'impasto e l'altro per aiutare l'impasto a scivolare ordinatamente nelle formine) fino a poco sotto il margine. Prima di infornare abbiate cura di pulire dalla teglia eventuali colature di pasta fuori posto (in forno si brucerebbero e darebbero un odore di bruciato ai vostri muffin). Infornate a 200° per 20-25 minuti circa. Una volta sfornati lasciateli appena intiepidire nella teglia e toglieteli per lasciarli raffreddare su di una gratella.
GODETE!



lunedì 22 novembre 2010

Un po' di sole a Roma

Con la febbre e una gola da buttare passerò il mio giorno libero a casa. Non idea di come farò a parlare domani per tutto il giorno al museo... meglio non pensarci! Piuttosto mi godo la splendida luce che finalmente c'è oggi a Roma, almeno dalle mie parti (Flaminio), che cambia ogni tre minuti. Davvero suggestiva. Dopo giorni di acquazzone continuo.... Posto qualche foto della vista dal mio balcone. Troppo bella per non essere condivisa!  
Buon lunedì a tutti!










domenica 21 novembre 2010

La zucca avanzata diventa zuppa

Domenica. Pioggia a fiumi qui a Roma. Mattinata passata al museo per un laboratorio con bambini tra i 3 e i 6 anni. Febbre in arrivo. Aiuto. 
Voglia di cucinare nemmeno a parlarne, sento la febbre che sale. Apro il frigo e trovo un po' di purea di zucca avanzata (ne avevo fatta troppa per pane di zucca di due giorni fa). BENE!! Dato che uno degli insegnamenti di cucina tramandati da mia nonna dice: non si butta niente (e questa semplice massima sarà alla base di molte altre ricette!) cerco di pensare a qualcosa da fare. Una vellutata di zucca! Purtroppo però non ho le patate. Che fare? bene, farò una simil-vellutata di zucca. Zuppe, minestre, brodo e vellutate varie sono alla base della mia dieta invernale. E sono la soluzione a tutti gli avanzi del frigo!! Oggi allora vi propongo la ricetta di una zuppa buonissima!! Più buona di quanto non mi aspettassi. Non sono l'unica ad aver apprezzato, perciò ve la propongo.


Zuppa di zucca
Dosi per 4 persone:
zucca 700 gr
semolino un pugno
burro due noci(ma anche l'olio va benissimo)
brodo (vegetale o di carne) 1 dl circa
uovo 1
parmigiano una generosa grattugiata
pistacchi di Bronte un pugno (facoltativo)


Tagliate la zucca a pezzi e cuocetela al forno o al vapore (quest'ultimo metodo è più veloce) finché non risulti morbida. Frullate la polpa (o passatela anche nel passaverdure).
In una capiente padella (o in un pentolino) far sciogliere le noci di burro e versare il semolino con la purea di zucca e lasciarla cuocere per circa 10 minuti avendo cura di girarla continuamente. Sbattere l'uovo in una piatto e unirlo alla zuppa continuando a mescolare fino a che non sia perfettamente incorporato. Versare poco alla volta il brodo e regolare di sale se necessario e continuare a cuocere per 15 minuti circa. Ovviamente potete aggiungere o diminuire la dose di brodo a seconda della consistenza preferita!
Servite con una generosa grattata di parmigiano e aggiungere una spolverata di pistacchi di Bronte tritati grossolanamente al coltello.
Potete preparare dei crostini di pane e servirli nella zuppa.
NB: se non usate del brodo vero, aggiungete il dado direttamente insieme alla zucca e mentre cuocete la zuppa tenete un pentolino di acqua bollente e versate poco alla volta l'acqua fino a raggiungere la consistenza desiderata.